venerdì 23 dicembre 2011

Pro bono per il canile di caluso

Come alcuni di voi già sapranno, avendoci anche aiutati nelle ricerche, quest'anno verso giugno ci erano "sparite" le nostre due cucciolotte di Carlino da poco entrate in famiglia.
Qui la storia: banana e pachita

Bene, come ulteriore segno di ringraziamento verso chi ha fornito l'indicazione risolutiva volevamo aiutarli a realizzare gli scatti del calendario che ogni anno realizzavano per poi farne raccolta fondi. Il Canile di Caluso.

Messi d'accordo ci siamo recati appunto in Caluso. Abbiamo trovato un canile. Solitamente la sola parola fa rabbrividire molti, forse per le tristi realtà mostrate dalla televisioni, ma ci siamo subito resi conto che quello era un vero e proprio rifugio per cani sfortunati. E che era gestito da dei pazzi fuori di testa pieni di amore verso gli animali. Persone che usano i propri soldi per un tetto in più, per un muro più caldo, per qualche posto ancora visto che "solo ieri ne abbiam trovati altri 3".

E allora abbiamo fatto del nostro meglio sperando di aiutarli a vendere qualche pezzo in più del calendario.
PS lo trovate QUI

6 scatti a testa (siamo in comunione dei beni) io e simona.
Specifichiamo subito una cosa: il taglio "triste" è stato scelto e creato per motivi.... beh per far commuovere e far cacciare fuori i soldini a chi vede le foto. In realtà il canile è uno spettacolo e i cani stanno davvero bene. Il problema è che sono, come sempre, tanti e non hanno UN amico fisso ma si dividono i 5/6 volontari ed il tanto ma poco tempo che possono dedicare loro.

Ecco gli scatti, come sempre io 50 mm e simona 35 mm.














mercoledì 21 dicembre 2011

"quest'anno c'è antonio, ha fatto dei corsi di fotografia, chissà che foto ci farà !"



Ecco, so che non posto spesso sul blog ma prometto (mah !) che il prossimo anno scriverò di più.
Comunque, volevo augurarvi buone feste chiaccherando di questo argomento.

Ci saranno le feste. Con le feste ci saranno le cene ed i pranzi con parenti ed amici.
Voi avete fatto dei corsi di fotografia piuttosto che è da tempo che vi si vede girare, dormire e scambiarvi effusioni con la reflex.
Quindi che succede ? Credetemi, succede che a queste cene/pranzi i commensali si aspettano che la vostra presenza coincida con qualche bella fotografia. Ma BELLA. Insomma, siete "fotografi" agli occhi dei parenti e nella fantasia degli amici. Peggio ancora se avete partita Iva.... in questo caso siete fotografi anche sulla carta d'identità e questo non vi concede scampo rispetto alle aspettative dei presenti.

Ora, avete due strade per salvarvi.

1 - arrivate senza macchina fotografica raccontando (o anche millantando, è valido uguale) che "eh guarda, ho lavorato sino a ieri sera, sapessi ! E' da mesi e mesi che mi tutti mi chiamano e tutti mi vogliono, sono persino un po' stressato e volevo godermi la cena. Anche perchè stanotte ho da sviluppare degli scatti fatti a Milano Moda qualche mese fa..." E' un ottimo sistema specialmente se come me avete le occhiaie perenni. Di natura intendo.
Farete un figurone. Inizierete a sentire mormorii del tipo "io lo conoscevo già prima che diventasse un fotografo", "è mio amico", "mio cuggino una volta è morto ma poi ora fa il poliziotto". Uhm l'ultima c'entra poco ma tanto una balla vale l'altra ;)

2 - portarvi la macchina fotografica e, quindi, fare qualche BELLA fotografia. E' molto più impegnativo anche considerando il fatto che a queste cene solitamente accade ben poco. Ma qui qualche consiglio vogliamo darvelo comunque, per tentare di salvare il salvabile in una situazione complicata e spesso "fotograficamente monotona".

prima parte: evitare assolutamente di lasciare la macchina fotografica sul mobile per tutta la sera per poi prenderla e dire "sa dai facciamo due foto ?". La festa si bloccherà e ve li vedrete tutti in posa, sorriso e sguardo bovino, postura ad albero, in attesa del click del gran fotografo. E voi fotograferete il nulla.
La macchina fotografica va presa e posata tante volte in tanti momenti. Le prima due volte si metteranno in posa e voi gli direte "no dai, magari dopo, ora ne faccio giusto due per vedere la luce". Poi non si metteranno più in posa e voi potrete rubare i momenti e le emozioni.

seconda parte: sfruttate l'illuminazione dell'ambiente. Solitamente "calda e romantica". Guardate le fonti di luce e girate intorno ai commensali osservando come le luci si comportano sui volti. Trovate le giuste posizioni e da li scattate. Dovete muovere il culo insomma, anche alla cena di Natale. Si perchè avete scelto di portare la macchina fotografica e sia mai deludere zia Marta che crede siate i nuovi Bresson"

terza parte: i particolari: State tentando di impressionare parenti ed amici e per farlo dovete raccontare delle emozioni. Quindi oltre a sguardi, risate e quant'altro portatevi a casa un po' di particolari. Addobbi, cibo, texture delle carte regalo, etc. Riempiranno uno spazio descrittivo.

quarta parte: sfocate sfocate sfocate. Avete diaframmi aperti ? Apriteli ancora di più. E mettete sempre in sfondo qualche luce o qualche addobbo illuminato. Fate sempre in modo di posizionarvi in maniera tale che il vs soggetto non sia più buio dello sfondo, anzi magari anche uno stop sopra ci sta tutto e fa scena.

quinta parte: scaldate. Provate a settare il bilanciamento del bianco su una temperatura più calda. Specialmente se userete il flash. Natale è una festa calda, casalinga e casereccia, ricorda il vin brulè e la cioccolata calda e la neve in giardino. Rendetela tale anche se tale non fosse. Evitate le sparate bianche di flash sul viso della mamma (o peggio ancora della compagna o del compagno !). Scaldate.

sesta parte: divertitevi e i nostri migliori auguri di Buone Feste :)

fabio e simona

lunedì 12 dicembre 2011

LIGHTS

Ieri abbiamo chiuso l'anno "accademico" con l'ultimo workshop.
Volevo proporre e fare una cosa speciale... una sorta di "ALL IN ONE" (i miei workshop che in una giornata parlano di paesaggi e ritratti con pranzo tutti insieme bla bla bla) ma un po' più tosta.
E l'abbiamo fatta.
Alle 06.45 ci siamo trovati sulle sponde di Viverone, location a me molto cara per gli scatti che mi ha regalato negli ultimi anni. Alba con nebbia tanto per gradire. E colazione con albicocche alla grappa (Massimo !!!).
Finito di prender freddo ci siamo recati a Torino, un Mc Donald veloce e poi via a montare un set dentro una pizzeria, la Spaccanapoli di Giovanni (via mazzini, pizza davvero super !)
Ci ha raggiunti Nisha Sara e abbiamo improvvisato un contest dividendo in due squadre i partecipanti, mettendo in palio un limoncello per il dopo cena. Giusto per aggiungere un po' di agonismo. 
Tre luci continue Ianiro a servirci.
A fine pomeriggio, dopo aver smontato il set e aver permesso a Giovanni di ricreare la pizzera (avevamo smantellato tutto....) abbiamo cenato tutti insieme con 4 metri di pizza, un po' di coca e birra e le immancabili bottiglie di vino sempre del mitico Massimo.
E poi, non paghi, siamo usciti per terminare la giornata con un po' di sano, semplice e rilassante Strobist sempre con Nisha a posare per noi.
Eravamo tutti cotti... abbiamo chiuso dopo 16 ore di workshop.

Ma è stato davvero divertente, anche per me.

Quindi parto con i ringraziamenti. I partecipanti innanzitutto: massimo e massimo, umberto, giovanni, enrico, luca, roberta, andrea paolo e diego. Un gruppo affiatato di persone che già conoscevo e già si conoscevano. Solo due i nuovi che subito hanno capito com'era l'andazzo di quest'ultimo goliardico, tecnico e spietato workshop.
Anzi, WORKSHOCK.

Il team: simona pilolla solita mia fonte di creatività inesauribile, silvia galeazzo la nostra nuova Mua (nel senso che non avevamo mai lavorato con lei ed è stata una piacevolissima sorpresa conoscerla e vederla all'opera, Nisha Sara che oramai conosciamo bene e che, come sempre, è stata una certezza.

Ma ancora: Giovanni della Spaccanapoli che ci ha ospitati, sfamati e abbeverati e che ha scattato con noi per tutto il giorno.

Abbiamo chiuso come si doveva chiudere. Allego due scatti a memoria di.

Grazie a tutti. Fabio e Simona.






lunedì 5 dicembre 2011

I vincitori del concorso "PRIMA."

Dovevamo lanciare un nuovo tipo di servizio fotografico. Volevamo lanciare.

Oramai in famiglia si parla di fotografia come dell'aria che respiriamo, costantemente, ogni momento.
E riflettendo in due i ragionamenti si fanno sempre più interessanti.
Vogliamo approfondire un genere di fotografia che è nel contempo più basilare così come oggi più inusuale: vogliamo comunicare. O almeno provarci, s'intende :)

E siccome sia io che simona adoriamo la fotografia di matrimonio, adoriamo raccontare per immagini una storia di un giorno così densa di emozioni da lasciare senza fiato, abbiamo deciso di proseguire in tal senso ed abbiamo "creato" questo nuovo, per noi, servizio: PRIMA.

Dedicato alle coppie, alle famiglie, all'amore, all'amicizia, alla complicità...

Ed abbiamo deciso di offrire l'opportunità del lancio a tutti lanciando un concorso via facebook. Era semplicissimo: inviateci 2 vostre fotografie con 2 righe su di voi e noi sceglieremo, a gusto nostro (un po' dittatoriale lo so) la coppia.

Siete stati davvero tanti. Ci fa piacere come ci fa dispiacere non potervi accontentare tutti ma abbiamo dovuto scegliere. E abbiamo scelto due coppie.

Volete sapere su che basi abbiamo scelto ? Empatia, pura empatia. A pelle, vi abbiamo letti nelle vostre fotografie e guardati nei vostri testi.
Tutto ciò che fotograficamente è da sempre considerato "una scelta usuale" non ha avuto per noi il minimo peso.

La prima coppia scelta è stata Ivana ed Andrea. 43 anni lui e 33 lei. In realtà più che coppia si parla di trio visto che Erika aspetta Zoe. Una coppia splendida, belli, teneri. E, come si diceva durante lo shooting, nel tempo libero amano "salvare il mondo" (fanno snowboard, surf, downhill, arrampicata e non escluderei roulette russa ed apnea sotto i ghiacci).

Durante lo shooting abbiamo operato un'altra scelta fondamentale: fregarcene anche delle regole. Abbiamo pensato solo al racconto.

Il nostro compito, il compito di "PRIMA." era di raccontarli. Le loro emozioni. Loro.

Ecco la prima di "PRIMA." con Ivana ed Andrea. Sei scatti (per non annoiare troppo).